05/07/2006
BERSANI e i BERSANINI
Un appello alla Presidentessa dell'Ordine, Daniela Volpi.
Gentilissima Daniela, grazie ad un gruppo di facinorosi ( leggi Co di Arch ) e alla presenza in consiglio di Alberto Scarzella, l'Ordine di Milano ha potuto beneficiare di una fortuita coincidenza.
Due giorni dopo l'annuncio del Decreto Bersani sulla liberalizzazione delle Tariffe e altro, l'Ordine aveva già pronto un incontro con due professionisti europei che operano in paesi già liberalizzati da anni.
Sai bene che non credo alle coincidenze, ma riconosco, come penso faccia anche tu, che tutto ciò è frutto del dibattito generato all'interno dell'ordine da personaggi quali Giovanni Loi, AlbertoScarzella e altri.
Dibattito che permettebbe all' Ordine di Milano di trovarsi in anticipo e trainante rispetto agli altri Ordini e allo stantio CNA nella definizione di tutti gli aspetti che modificheranno la nostra professione, a partire dalle prime direttive, del decreto Bersani.
Acquisite le norme relative a Tariffe e Società, è adesso il momento di affrontare altri argomenti di cui te ne anticipo alcuni.
Sono proposte sulle quali ti chiedo di convolgere, perchè esprimano la loro opinione, quanti più architetti possibili, attraverso il sito, le mail e quanto tu possa ritenere necessario.
1.Istituire il contratto scritto obbligatorio per i liberi professionisti architetti che deve riportare il dettaglio delle prestazioni richieste dal cliente, la somma pattuita per ogni prestazione e tempi definiti di pagamento, compreso l'ammontare delle spese e delle clausole accessorie. Ovviamente senza un contratto scritto l'incarico deve considerarsi nullo;
2. le scadenze di pagamento devono prevedere la possibilità per il professionista di appellarsi al Giudice del Lavoro , come previsto per i lavoratori dipendenti. Si tratta infatti di una vera e propria causa di lavoro che deve avere la precedenza, dato il rischio corso dal lavoratore autonomo che non riceva il dovuto compenso. Questo vale sia per il cliente privato che per il cliente pubblico che non potrà più richiedere speciali privilegi rispetto al privato;
3.abolizione degli studi di settore per gli architetti così come predisposti e previsti sentito il parere degli Ordini professionali con riferimento alle tariffe minime obbligatorie;
4.la rappresentanza dei professionisti deve essere finalmente ad iscrizione volontaria come per i lavoratori dipendenti, senza alcuna commistione con la tutela dell'interesse pubblico generale come avviene oggi. La tutela degli interessi pubblici rilevanti deve essere affidata ad enti "super partes" finanziati dalla collettività;
5.devono essere previste le società multi professionali a responsabilità limitata senza obbligo di iscrizione all'Ordine ed alla Cassa di previdenza privata per i professionisti che operano al loro interno in forma di impresa. Nessun vincolo per attività miste anche con professionisti non iscritti agli Ordini;
6.distinzione dei ruoli tra tecnici (ingegneri, geometri, periti ecc.) e progettisti, come avviene in tutti i Paesi dell'Unione Europea e ridefinizione dei ruoli e dell'imparzialità della pubblica amministrazione nel gioco della concorrenza tra professionisti. I professionisti, pubblici dipendenti, peraltro, devono essere definitivamente interdetti dal svolgere libera professione in forma anche non palese in collaborazione con studi privati, perchè violano il principio di libera concorrenza stante il loro ruolo privilegiato all'interno della pubblica amministrazione.
7 Contrastare la formazione permanente ( obbligatoria ) con la ventilata possibilità (non CE ma italiana) di dare agli Ordini la possibilità di cancellare ogni anno dall'Albo ( e quindi dal mercato del lavoro) chi non avrà seguito i corsi di formazione prefissati dagli Ordini stessi.
Solo se l'Ordine, attraverso una tua presa di posizione, coinvolgerà in un dibattito pubblico ed esteso quanti più architetti possibili, solo così potrà dirsi rappresentante del volere della maggioranza dei suoi iscritti e divenire un organismo realmente innovatore e all'avanguardia nella scelte relative alla nostra professione.
Non lasciare che i Bersanini, ( vedi Mantini e company) salgano sul carro del vincitore, affermando, ma mentendo sapendo di mentire, che hanno sempre voluto le riforme che fino ad oggi hanno invece osteggiato.
cordialmente
Baendes
21:35 Scritto da: baendes in Lavoro | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
d'accordissimo tranne che nel punto 7 (ritengo la formazione obbligatoria indispendabile) e per il punto 6 mi piacerebbe che si desse più fiducia ai progettisti e tecnici interni all'amministra zione pubblica. Con una revisione dell'incentivo previsto dalla legge merloni (attualmente , di fatto, esteso a tutto il personale) e un quasi definitivo abbandono dell'utilizzo di professionisti esterni che il più delle volte non sono all'altezza della situazione
Scritto da: bicio62 | 12/07/2006
Ho letto quanto riportato nelle pagine del blog.
Per il momento ho una riflessione. Riguardo al punto 3 di quanto scritto da Baendes all'Ordine, non ho sentito alcun collega indignarsi per l'abolizione dei minimi tariffari, in quanto in alcuni casi risulta veramente difficile applicarli, ma non ho sentito nessuno chiedere l'abolizione degli studi di settore che automaticamente dovrebbero decadere. Se un collega accetta di lavorare alla maniera Manzoniana in cambio di due polli ed un tacchino, come può uno Stato, che a questo punto permette che ciò avvenga, valutare il suo reddito ed applicarvi gabelle? Se un giovane collega, magari da laurea breve, lavora in casa, ancora con mamma e papà, è chiaro che non avrà costi gestionali di studio e che potrà chiedere molto meno ai committenti che un collega con studio avviato. Ma questa non è "libera concorrenza"!
Una riflessione dicevo e due commenti.
Ma perchè invece di indignarci e di disinteressarci dell'Ordine, non si chiede che CI tuteli di più? Perchè dobbiamo attendere mesi e passare sotto le forche caudine per avere il visto su una parcella? e poi chiedere ad un nostro legale il decreto ingiuntivo verso il cliente? perchè non può succedere come all'Ordine degli Avvocati ove è l'Ordine che paga e poi chiede al cliente?
Ma come si fa ad applicare le tariffe, nel momento in cui fai firmare la letera di incarico, quando non sai ancora a cosa andrai incontro? Soprattutto quando hai a che fare con sanatorie e/o pratiche da P.I.I. o Edilizia Convenzionata? Il cui problema non sono gli elaborati ma il tempo che gli uffici richiedono? E vorrei sapere quanti colleghi riescono a farsi firmare l'incarico e l'acconto..... .
Non ho ben compreso il punto 7 della lettera, mi dai delucidazioni?
Grazie, Ely
Scritto da: null | 23/11/2006
Cara Ely, il punto 7 nasceva dalla lettura di alcune delle proposte di legge che circolavano ( Mantini, Casa della Libertà, Comitato Unitario Professionisti) in cui erano inserito L'OBBLIGO dei professionisti a seguire cosi di Formazione pena la RADIAZIONE dall'ordine.
Concetti e prospettive su cui io, Baendes e altri siamo in totale disaccordo e che mi sembra siano, per fortuna, superate nella proposta di legge che ha presentato Mastella giorni fa.
Ciò detto ti volevo riassume che sono/siamo
1d'accordo con l'abolizione delle tariffe.
Solo così la concorrenza sul "prezzo" potrà essere trasparente perche motivata e giustificata da una esplicita formulazione dei servizi prestati.
2 d'accordo con una rivisitazione degli studi di settore, perchè sicuramente non possono essere equiparati tutti gli studi, tutti gli architetti, tutte le professionalità .
3 d'accordo per una lberalizzazione della concorrenza perchè oltre che da "fornitore architetto" ragiono da "utente" di avvocato, commercialista, noaio etc. etc. e perchè, in ogni caso, non ritengo di far parte di una categoria da proteggere. Voglio essere convinto delle mie forze e confrontarmi lealmente sul campo.
4 contrari a che gli ordini ci rappresentino, perchè espressione di una iscrizione obbligatoria, e quindi privi di qualsiasi rappresantativi tà sindacale, garantita esclusivamente dall'iscrizion e volontaria ad una associazione, partito, fondazione etc.etc.
cordialità
andrea
Scritto da: null | 27/11/2006
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