31/07/2006

DEMOCRAZIA DEMOCRAZIA, NON SEI PROPRIO IN LOMBARDIA

Un tipico comportamento dei nostri governanti è quello di inserire, in leggi che, apparentemente, non centrano nulla, articoli, limitazioni, norme che riguarderebbero settori diversi del legiferare.
Come si fa con una legge Urbanistica a limitare la libertà di pensiero e di culto, sorpassando di gran lunga la costituzione, ma attuando un controllo sociale di indiscussa efficacia?
Semplice:
Nel marzo 2005 si emana una legge regionale di riordino di tutto il settore Urbanistico: La famosa legge 12, famosa per aver temporaneamente vietato i sottotetti, ma importante perchè riassuntiva di tutti le norme relative al governo del territorio.
Nel luglio 2006, il 14 del mese, con mezza popolazione in vacanza si promulga una leggina di correzione ed integrazione della precedentre.La si chiama sempre 12 e al suo interno si inserisce la seguente chicca:

 m) al comma 3 dell'articolo 52, è aggiunto il seguente:
"3-bis. I mutamenti di destinazione d'uso di immobili, anche non comportanti la realizzazione di opere edilizie, finalizzati alla creazione di luoghi di culto e luoghi destinati a centri sociali, sono assoggettati a permesso di costruire.";


Ogni commento mi sembra superfluo: cambiate pure la destinazione d'uso del vostro fabbricato da box a discoteca, da piscina ad abitazione, da residenza a birreria, da strada pubblica a pergolato, ma mi raccomando : non vogliamo musulmani e comunisti. Questi il nostro amico Formigoni non li vuole proprio.
E se non l'aveavate ancora capito, l'edilizia e l'urbanistica, sono cose sue.
Se non vi bastava avere in ogni settore che conta nel governo del territorio un uomo di CL, adesso avete anche la legge di CL.

P.s. Notate che questi cambi di destinazione d'uso sono gli unici interventi per i quali è obbligatorio, in Lombardia, il Permesso di Costruire.
In DIA potete costruire un grattacielo ma non un Centro Sociale.


Auguri
Baendes

25/07/2006

NON A MIO NOME 1 - L'appello -


 Comunicato a pagamento pubblicato sul Corriere della Sera del 21 luglio 2006 a cura del CUP e del CNA Leggendo i nomi dei sottoscrittori capisco perchè devo essere sempre più dalla parte del decreto Bersani e comunque, gentilissimo Sirica, pur avendo in mano Cna, Ordini e Cup,non le sembrano un po' pochini 27 sostenitori?
Il risultato non è sicuramente  dei migliori e comunque non sufficiente per arrogarsi il diritto di parlare a nome degli Architetti Italiani.
Anche perchè, mi sorge un altro dubbio: e gli architetti non iscritti agli Ordini?. Che sono?
Non contano? Chi li rappresenta? Sempre Lei o, almeno loro, sono liberi di pensarla come vogliono?
Baendes

NON A MIO NOME 2 - Il contrappello -

Il 23 luglio sul Corriere della Sera è stato pubblicato un Appello,
pagamento dal CNA,  con il titolo " APPELLO DEGLI ARCHITETTI AL
GOVERNO".
( è quello del post precedente)
Al di là di una valutazione di merito su quanto vi è espresso, come tu
sai è da tempo che osteggio/amo  che Ordini e Cna si arroghino il
diritto di parlare a nome e per conto degli Iscritti, che  sono
ISCRITTI in quanto OBBLIGATI e non per loro libera scelta.
Per tale ragione il  CNA non ha  nessuna delega nè tantomeno nessuna
rappresentanza sindacale per agire a nome " degli ARCHITETTI", tutti ,
nessuno escluso.
Per tale ragione, INDIPENDENTEMENTE DALLE TUE OPINIONI, perchè oggi e
per sempre rimangano SOLO TUE e nessuno pensi di interpretarle senza
consultarti, se vuoi mandare il documento che vedi in calce al CNA, scrivimi all'indirizzo baendes@gmail.com.
Ti invierò copia dello stesso e le sue istruzioni per l'uso.
grazie
baendes




Al Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori e Paesaggisti.
Al presidente Raffaele Sirica
Al Vice Presidente Massimo Gallione
Al Vice presidente Luigi Cotzia
Ai Consiglieri: Gianfranco Pizzolato,Luigi Marziano Mirizzi,Giuseppe Antonio Zizzi,Matteo Capuani,Simone Cola,Pasquale Felicetti,Mirando Ferraraù,Leopoldo Emilio Freyrie,Nevio Parmeggiani,Domenico Podestà,Pietro Ranucci,Marco Belloni.
Fax. (0039) 06 6879520

In riferimento al messaggio a pagamento apparso a pagina 15 del Corriere della Sera del 21 luglio 2006, riprodotto in calce alla presente, vi diffido formalmente dal pubblicare appelli e dichiarazioni, utilizzando qualsiasi mezzo di comunicazione, dai quali si possa in qualche modo evincere che voi mi rappresentiate, che siate stati da me delegati a rappresentarmi, o che parliate e manifestiate in nome e per conto mio.
L'utilizzo di titoli quali " Appello degli Architetti al Governo" sono fuorvianti e lesivi dei miei diritti in quanto lasciano credere ai lettori che " tutti gli architetti" o quanto meno " la maggioranza degli architetti" sostengano le tesi del Cna, mentre, è a voi noto, che nessuna delega in tal senso vi è mai stata data da nessuna assemblea di iscritti agli Ordini di riferimento.
...................li, 


Nome                         Cognome                           Albo                   Numero    










05/07/2006

BERSANI e i BERSANINI

Un appello alla Presidentessa dell'Ordine, Daniela Volpi.
Gentilissima Daniela, grazie ad un gruppo di facinorosi ( leggi Co di Arch ) e alla presenza in consiglio di Alberto Scarzella, l'Ordine di Milano ha potuto beneficiare di una fortuita coincidenza.
Due giorni dopo l'annuncio del Decreto Bersani sulla liberalizzazione delle Tariffe e altro, l'Ordine aveva già pronto un incontro con due professionisti europei che operano in paesi già liberalizzati da anni.
Sai bene che non credo alle coincidenze, ma riconosco, come penso faccia anche tu, che tutto ciò è frutto del dibattito generato all'interno dell'ordine da personaggi quali Giovanni Loi, AlbertoScarzella e altri.
Dibattito che permettebbe  all' Ordine di Milano  di trovarsi in anticipo e trainante rispetto agli altri Ordini e allo stantio CNA  nella definizione di tutti gli aspetti che modificheranno la nostra professione, a partire dalle prime direttive, del decreto Bersani.
Acquisite le norme relative a Tariffe e Società, è adesso il momento di affrontare altri argomenti di cui te ne anticipo alcuni.
Sono proposte sulle quali ti chiedo di  convolgere, perchè esprimano la loro opinione, quanti più architetti possibili, attraverso il sito, le mail e quanto tu possa ritenere necessario.
 
1.Istituire il contratto scritto obbligatorio per i liberi professionisti architetti che deve riportare il dettaglio delle prestazioni richieste dal cliente, la somma pattuita per ogni prestazione e tempi definiti di pagamento, compreso l'ammontare delle spese e delle clausole accessorie. Ovviamente senza un contratto scritto l'incarico deve considerarsi nullo;
2. le scadenze di pagamento devono prevedere la possibilità per il professionista di appellarsi al Giudice del Lavoro , come previsto per i lavoratori dipendenti. Si tratta infatti di una vera e propria causa di lavoro che deve avere la precedenza, dato il rischio corso dal lavoratore autonomo che non riceva il dovuto compenso. Questo vale sia per il cliente privato che per il cliente pubblico che non potrà più richiedere speciali privilegi rispetto al privato;
3.abolizione degli studi di settore per gli architetti così come predisposti e previsti sentito il parere degli Ordini professionali con riferimento alle tariffe minime obbligatorie;
4.la rappresentanza dei professionisti deve essere finalmente ad iscrizione volontaria come per i lavoratori dipendenti, senza alcuna commistione con la tutela dell'interesse pubblico generale come avviene oggi. La tutela degli interessi pubblici rilevanti deve essere affidata ad enti "super partes" finanziati dalla collettività;
5.devono essere previste le società multi professionali a responsabilità limitata senza obbligo di iscrizione all'Ordine ed alla Cassa di previdenza privata per i professionisti che operano al loro interno in forma di impresa. Nessun vincolo per attività miste anche con professionisti non iscritti agli Ordini;
6.distinzione dei ruoli tra tecnici (ingegneri, geometri, periti ecc.) e progettisti, come avviene in tutti i Paesi dell'Unione Europea e ridefinizione dei ruoli e dell'imparzialità della pubblica amministrazione nel gioco della concorrenza tra professionisti. I professionisti, pubblici dipendenti, peraltro, devono essere definitivamente interdetti dal svolgere libera professione in forma anche non palese in collaborazione con studi privati, perchè violano il principio di libera concorrenza stante il loro ruolo privilegiato all'interno della pubblica amministrazione.
7 Contrastare la formazione permanente ( obbligatoria ) con la ventilata possibilità (non CE ma italiana) di dare agli Ordini la possibilità di cancellare ogni anno dall'Albo ( e quindi dal mercato del lavoro) chi non avrà seguito i corsi di formazione prefissati dagli Ordini stessi.

Solo se l'Ordine, attraverso una tua presa di posizione, coinvolgerà in un dibattito pubblico ed esteso quanti più architetti possibili, solo così potrà dirsi rappresentante del volere della maggioranza dei suoi iscritti e  divenire un organismo realmente innovatore e all'avanguardia nella scelte relative alla nostra professione.
Non lasciare che i Bersanini, ( vedi Mantini e company) salgano sul carro del vincitore, affermando, ma mentendo sapendo di mentire, che hanno sempre voluto le riforme che fino ad oggi hanno invece osteggiato.
cordialmente
Baendes

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